Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

“O morte dov'è la tua vittoria?”

04/04/2021 00:00

ENZO BIANCHI

Notizie,

“O morte dov'è la tua vittoria?”

Care amiche e cari amici, confessare ogni anno nelle liturgia della Pasqua che "Cristo è risorto dai morti" ...

Care amiche e cari amici,

confessare ogni anno nelle liturgie della Pasqua del Signore che “Cristo è risorto dai morti” (cf. Mt 28,7) significa gridare a ogni uomo, a ogni donna, a ogni essere vivente e a tutta la creazione che “l’amore è più forte della morte” (cf. Ct 8,6). Auguro a tutte e tutti buona Pasqua!

fr. Enzo Bianchi

di Enzo Bianchi

La resurrezione di Gesù è il sigillo posto dal Padre sulla lotta del Figlio, sul suo agòn: questi, mostrando di avere una ragione per morire (dare la vita per gli altri), ha mostrato che c’è una ragione per vivere (amare, dimorare nella comunione). Allora il Padre lo ha richiamato dai morti facendolo Signore per sempre.

 

Gli uomini tutti, anche se non conoscono Dio e neppure il suo disegno, portano nel loro cuore il senso dell’eternità e tutti si domandano: “Che cosa possiamo sperare?”. Essi sanno che, se restano insensibili alla resurrezione, si vietano di conoscere “il senso del senso” della loro vita. Gli uomini attendono, cercano a fatica, e a volte per cammini sbagliati, la buona notizia della vita più forte della morte, dell’amore più forte dell’odio e della violenza. Cristo, risorto e vivente per sempre, è la risposta vera che attende dai cristiani quella narrazione autentica che solo che ha fatto l’esperienza del Vivente può dare. Dove sono questi cristiani? Sì, oggi ci sono ancora cristiani capaci di questo: ci sono nuovamente martiri cristiani, ci sono nuovamente profeti cristiani, ci sono testimoni che non arrossiscono mai del vangelo. Ancora una volta giunge dalla tomba vuota, oggi come quel mattino della resurrezione, l’annuncio: “Non temete, non abbiate paura, non siate nell’angoscia! Il Crocifisso è risorto e vi precede!” . Sì, è ormai vicina per la chiesa una primavera, una stagione in cui lo Spirito del Risorto si farà presente più che mai, una stagione in ci la Parola di Dio sarà meno rara.

 

E sarà una stagione senza fughe, né evasioni, né spiritualismi, ma segnata dal vivere la resurrezione nell’esistenza, nella storia, nell’oggi, in modo che la fede pasquale diventi efficace già ora e qui. Cosa significa questo secondo i vangeli? Che i credenti devono mostrare nella compagnia degli uomini la resurrezione, devono narrare agli uomini che la vita  più forte della morte, e devono farlo nel costruire comunità in cui si passa dall’io al noi, nel perdonare senza chiedere reciprocità, nella gioia profonda che permane anche nelle situazioni di pressura, nella compassione per ogni creatura, soprattutto per gli ultimi, i sofferenti, nella giustizia che porta a operare la liberazione dalle situazioni di morte in cui giacciono tanti uomini, nell’accettare di spendere la propria vita per gli altri, nel rinunciare ad affermare se stessi senza gli altri o contro di essi, nel dare la vita liberamente e per amore, fino a pregare per gli stessi assassini.

Perché il cuore della fede cristiana sta proprio in questo: credere l’incredibile, amare chi non è amabile, sperare contro ogni speranza. Sì, la fede, speranza e carità sono possibili solo se  si crede alla resurrezione. Allora, davvero l’ultima nostra parola non sarà la morte né l’inferno, ma la vittoria sulla morte e sull’inferno. La Pasqua apre per tutti l’orizzonte della vita eterna: che la Pasqua sia Pasqua di speranza per tutti. Veramente per tutti!

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