Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

Giovanni gli insegna il Dio della collera Gesù lo trasforma in Dio della misericordia

10/04/2021 00:00

ENZO BIANCHI

Quotidiani 2021,

Giovanni gli insegna il Dio della collera Gesù lo trasforma in Dio della misericordia

La Stampa

Un ritratto del Nazareno storico, minuziosamente verificato sull'analisi  delle fonti

La Stampa - Tuttolibri - 10/04/2021

 

di Enzo Bianchi

“Se la fede dell’autore spiega il suo interesse per la persona di Gesù, la sua ricerca storica non è schiava di quel che la dogmatica cristiana, da due millenni, ha elaborato per dare conto del Cristo della fede”. E’ questa la cifra riassuntiva dell’opera di Daniel Marguerat, Gesù di Nazareth. Vita e destino, Claudiana 2020.

 

Il biblista svizzero, già professore di Nuovo Testamento presso l’università di Losanna, riapre il cantiere del Gesù storico, offrendo al lettore non tanto un nuovo ritratto del Nazareno quanto piuttosto una più precisa e nitida visione dei particolari più decisivi. Ma perché riaprire ancora una volta il cantiere? Non sono sufficienti i risultati raggiunti dalle innumerevoli ricerche condotte soprattutto nell’ultimo secolo?

 

In primo luogo oggi abbiamo più informazioni sul mondo di Gesù attraverso le nuove fonti archeologiche, e poi sono avanzati gli studi dei testi cristiani extracanonici, specie i vangeli apocrifi, ai quali si aggiungono i risultati dei più recenti studi sul giudaismo intertestamentario. La seconda ragione è data dalle nuove domande sulla vita di Gesù che le generazioni passate non si erano poste. Lo storico Marguerat intende liberare la figura di Gesù dalle risposte semplici, immediate e talvolta abbellite che gli autori antichi hanno spesso fornito. Pertanto, l’intento evidente di questo libro non è quello di consegnare un “vero Gesù”, perché per l’autore l’obbiettività nella storia è un’illusione intellettuale, e dunque la pretesa di consegnare il “vero Gesù” va lasciata agli amatoriali della storia e alla letteratura di divulgazione. L’intento dichiarato dell’esegeta svizzero è di presentare un Gesù possibile e verosimile:  “ho l’ambizione di proporre un Gesù il cui ritratto è stato minuziosamente verificato dall’analisi rigorosa delle fonti. Pretendo di condurre un’inchiesta che non arretri davanti alle risposte impreviste o non auspicate. Niente di più”.

 

Se ancora ve ne fosse bisogno, l’esame scrupoloso delle fonti documentarie conferma l’estrema abbondanza delle informazioni storiche su Gesù. Al tempo stesso, le narrazioni della sua nascita  e dell’infanzia si confermano il campo in cui l’immaginario cristiano ha sciolto le briglia. “Il mistero della sua origine ha esposto Gesù alla fragile condizione di bambino mamzer, venuto al mondo al di fuori di un’unione approvata dalla Torah”. La vita di Gesù è sconvolta dall’incontro con Giovanni Battista suo mentore spirituale, ma quando inizierà lui a predicare saprà ribaltare l’immagine di Dio ricevuta dal maestro: non più il Dio della collera ma della misericordia. La vita del Nazareno e la sua opera di guaritore è segnata dalla presenza del Regno di Dio, ma “questa presenza del Regno non scaturisce dal pensiero teologico di Gesù bensì dalla sua esperienza di vita”. E dopo la sua morte Gesù di Nazareth come è stato compreso, recepito, interpretato? Per Marguerat “la Pasqua non comporta alcuna rivelazione diversa da quel che Gesù era, anzi, suggella con l’approvazione divina quel che egli era in vita”.

 

Questo libro è la sintesi di un’intera vita di esegeta e di storico, ed emerge in tutta evidenza che è il suo interesse per la figura di Gesù proviene essenzialmente dalla sua postura di teologo e credente. Grande è il fascino che il Rabbi di Galilea esercita sull’autore, eppure pagina dopo pagina si avverte la netta volontà che le sue convinzioni teologiche non prevalgano sulla ricerca storica. Al di là dei pregevoli e meritevoli risultati raggiunti, il valore di questa pubblicazione sta anche in ciò che il lettore attento non faticherà a cogliere e che, molto probabilmente, condividerà con l’autore: la deontologia dello studioso svizzero è quella di accettare i risultati della sua ricerca storica anche quando essi gli appaiono inattesi, scomodi e anche sgradevoli. “D’altro canto – osserva in conclusione Marguerat –, la verità di Gesù non può essere racchiusa in un formula. Tornare al Gesù della storia è un impegno che si rinnova. Indefinibile Gesù”.

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