Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

A proposito di una guerra sanguinosa tra cristiani

30/03/2023 00:00

ENZO BIANCHI

E il gallo cantò...,

A proposito di una guerra sanguinosa tra cristiani

30/03/02023

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Ieri, 29 marzo, i monaci ortodossi che da sempre abitano il complesso monastico delle Grotte di Kiev avrebbero dovuto abbandonare il monastero e trasferirsi altrove per ordine del governo di Zelensky, che ha deciso di interrompere la loro presenza in quello che è il luogo santo, il cuore spirituale dell’Ortodossia ucraina.

 

Si tratta di un vero e proprio atto di violenza e persecuzione verso la chiesa ucraina ortodossa canonica, chiesa in comunione con il Patriarca di Mosca, proclamata amministrativamente indipendente dal Primate, il Metropolita Onufrij, che non solo ha condannato l’aggressione di Mosca delle lavre ucraine, ma ha anche rivolto un appello agli ortodossi ucraini chiedendo loro di impegnarsi nella difesa della patria.

 

È tristissimo che la nuova chiesa autocefala ucraina, con a capo il Primate Epifanij, creatasi nel 2018 e riconosciuta dal Patriarca Ecumenico di Costantinopoli e da quello di Alessandria, ma non dagli altri patriarcati (Antiochia, Gerusalemme, Belgrado, Sofia, Bucarest, ecc…) abbia potuto ricevere l’assegnazione di alcuni edifici del complesso monastico generando una concorrenza non certo fraterna con la chiesa ortodossa ucraina madre.

 

Purtroppo anche l’Arcivescovo Maggiore, greco-cattolico, Ševčuk non ha fatto mancare la sua voce nei giorni scorsi appoggiando di fatto l’espulsione dei monaci ortodossi e dichiarando che il complesso monastico delle Grotte appartiene come patrimonio spirituale anche alla chiesa greco-ortodossa cattolica. Così il luogo sacramentale della fonte della fede cristiana, il luogo dove sono sepolti i primi martiri e i santi della Russia, è diventato un luogo di guerra, da spartirsi, destando quello scandalo che già vediamo nella chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il Primate Onufrij, uomo di pace e di riconciliazione con la sua mitezza, ha più volte fatto appello alla fraternità ortodossa, ma lui e la sua chiesa e tanto più il Monastero delle Grotte sono sospettati di collaborazionismo con Mosca, e perciò osteggiati, perseguitati al punto che si è arrivati a metterli al bando negando ai monaci di continuare a vivere in quel luogo.

 

Veramente ore dolorose per tutta l’Ortodossia e per tutti i cristiani! Politica nazionale e vita delle chiese, quando si incrociano e non restano distinte, diventano una miscela di violenza e questa guerra ne porta tutti i segni!

 

Onufrij ha chiesto a Kirill e ai capi della Russia di rispettare “la sovranità e l’integrità dell’Ucraina” e di “cessare immediatamente la guerra fratricida, il peccato di Caino che uccise Abele. Guerra che non ha alcuna giustificazione, né presso Dio né presso gli uomini!”.

 

Ma il governo Zelensky non crede a Onufrij, non risponde alle sue richieste, non lo riceve con i metropoliti e legifera azioni oggettivamente persecutorie.

 

Intanto il Patriarca Kirill ha chiesto aiuto al Vaticano e agli altri capi delle chiese cristiane, ma non c’è stata una risposta esplicita: vale la pena di ricordare che la Santa Sede mantiene una posizione di non ingerenza nella vita delle istituzioni religiose ucraine (non potrebbe fare altrimenti in nome dell’ecumenismo che professa!), ma, come ha detto il Papa, nutre la preoccupazione per la vita dei monaci della Grande Lavra. È significativo che il Patriarca della Georgia Elia, il Patriarca di Antiochia Johannes, il Patriarca serbo Porfirije abbiano indirizzato lettere evangeliche, commoventi e molto chiare di appoggio e solidarietà ai monaci espulsi chiedendo a tutti di lavorare per la riconciliazione e la pace.

 

Resta la gravità di una guerra sanguinosa dove i cristiani si combattono e si uccidono l’un l’altro, divisi in quattro chiese che hanno la stessa fede, la stessa liturgia e la stessa spiritualità. È uno scandalo, una vergogna! Non posso dimenticare l’insipienza di giornalisti cattolici che qualche mese fa leggevano la situazione della guerra russo-ucraina come un’occasione per dare origine a un’unica chiesa ucraina autocefala inclusiva anche per i greco-cattolici. Chi non conosce la situazione e nutre ancora sentimenti e progetti di politica ecclesiastica dovrebbe tacere.

 

Noi non possiamo fare altro che pregare per i monaci delle Grotte, per il mitissimo Primate Onufrij, e perché ritorni al più presto la pace di Cristo!