Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

Ipocrisia non misericordia!

16/11/2025 00:00

ENZO BIANCHI

E il gallo cantò...,

Ipocrisia non misericordia!

16/11/2025

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Mai si è predicata la misericordia come negli ultimi tempi e non dimentichiamo che Papa Francesco volle dedicare un intero anno alla contemplazione del mistero dell’inesauribile misericordia di Dio.

 

Eppure la mia attenta lettura della vita ecclesiale mi spinge a dire che, in verità, oggi domina troppo spesso l’esercizio di una giustizia farisaica, di atteggiamenti ipocriti che ammorbano tutto il corpo ecclesiale, vescovi, presbiteri, ma anche le comunità cristiane. Si cita frequentemente la misericordia del Signore, si ricordano gli insegnamenti dati da Gesù su di essa attraverso le parabole e gli incontri con i peccatori ma poi non si fa misericordia. Non dico che non si eserciti facilmente il perdono verso chi ha recato personale offesa, ma non si accetta che chi ha peccato, una volta scontata la pena e dati segni di conversione, sia giudicato capace di una nuova vita e dunque non sia ritenuto imperdonabile.

 

Molti vescovi, soprattutto per paura dell’opinione pubblica e dei mass media, di fronte a delitti come gli abusi sessuali assumono posizioni di assoluta rigidità, condannano spesso senza pietà i loro preti e anziché pensare a itinerari di cura che aiutino il colpevole verso la redenzione lo espellono dalla diocesi e si rifiutano di accompagnarlo come il pastore deve fare con la pecora malata. Sì, ci sono purtroppo alcuni vescovi che rifiutano la piena integrazione nel presbiterio anche di chi ha scontato la pena secondo la giustizia canonica e quella civile. E le comunità, sovente influenzate non solo dalla stampa laica ma anche da quella cattolica o dai siti cattolici (che sembrano specializzati nella caccia e nella pubblicazione di notizie circa abusi sessuali), protestano senza rendersi conto di assomigliare in tutto a quegli scribi e farisei che accusavano l’adultera portata davanti a Gesù e giudicata da loro degna della morte. Sì, in questi tempi talvolta le comunità hanno atteggiamenti che gridano vendetta al cospetto di Dio.

          

È per la loro responsabilità che è stato accusato un uomo di Dio come il cardinal Philippe Barbarin, già arcivescovo di Lione, successivamente assolto ma troppo tardi. Roma stessa aveva recepito quel brusio calunnioso che ostacolava il suo ministero episcopale. Sempre le comunità hanno fatto dimettere l’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, per un chiacchiericcio (che comunque non riguardava una colpa morale!) e ultimamente sono le comunità alle quali si è aggiunta anche la Conferenza episcopale francese che biasimano l’arcivescovo di Tolosa, monsignor Guy André Marie de Kérimel, per aver nominato cancelliere un prete giudicato e condannato vent’anni fa per abuso sessuale. No, non sono d’accordo con questo neofariseismo che avvelena la vita ecclesiale. Non dimentichiamo che anche alla chiesa di oggi Gesù dice: Voglio misericordia, non la giustizia da farisei, la conoscenza di Dio piuttosto della rigidità della legge!

 

Gli abusi sessuali sui minori vanno certamente sanzionati dalla legge canonica e da quella civile e occorre rendere inoffensivo chi si è macchiato di tali crimini, ma anche il peccatore più infernale ha accesso alla misericordia di Dio che si fa carne e si fa prassi nella chiesa. Una chiesa senza misericordia è un’assemblea settaria, non la chiesa del Signore Gesù Cristo!