Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

Il mio coetaneo poeta che voleva capire l'amore

05/03/2012 00:00

ENZO BIANCHI

Quotidiani 2012,

Il mio coetaneo poeta che voleva capire l'amore

La Repubblica

La Repubblica, 5 marzo 2012

Il priore Enzo Bianchi ha partecipato domenica 4 marzo in S. Petronio a Bologna alla liturgia dei funerali dell'amico Lucio Dalla, curando la preghiera dei fedeli.

 

La Repubblica, 5 marzo 2012

 

Il priore Enzo Bianchi ha partecipato domenica 4 marzo in S. Petronio a Bologna alla liturgia dei funerali dell'amico Lucio Dalla, curando la preghiera dei fedeli.

 

Di una cosa era certissimo: che c'è l'al di là, l'oltre la morte, "il secondo tempo", la vita per sempre. Ancora recentemente mi aveva ripetuto: "Questa vita è solo l'anticamera, il bello deve venire!". Ho conosciuto Lucio una sera a Bologna nel 1971, giovani della medesima età (uno nato appena ventiquattr'ore prima dell'altro), e siamo subito diventati amici. Da allora incontri, conversazioni, telefonate, discorsi a tavola, mie visite a casa sua e ultimamente anche sue venute a Bose...Lucio era amabile perché umanissimo: nei rapporti con le persone, certo, ma anche nel suo pensare, nel suo poetare, nel suo abitare il tempo della vita per trovare in esso ciò che davvero conta, ciò che rimane, ciò che è eterno: perché "è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato".

 

Tante volte assieme abbiamo parlato dell'Amore e Lucio ha voluto che fossi io a presentare a Torino nel dicembre scorso il suo ultimo album: "Questo è amore". "Cos'è l'amore?", mi chiedeva in un modo che pareva ossessivo. Non che non lo sapesse, ma voleva sempre mettersi alla prova, interrogarsi per verificare se i suoi rapporti, i suoi amori erano Amore."Vorrei capire che cos'è l'amore, dov'è che si prende, dov'è che si dà": non sono versi frivoli, non sono parole leggere, sono invece l'espressione della sua appassionata ricerca dell'amore.

 

Ci sono persone che per tutta la vita cercano solo l'amore, fino a essere vittime dell'amore che inseguono in modi a volte incomprensibili per gli altri. Lucio era una di queste persone: cercava l'amore, ma soprattutto credeva all'amore. Quando avevo qualche conferenza a Bologna lui, se era in città, non mancava mai, leggeva i miei libri, mi mandava messaggi per commentarli e sempre il cuore del discorso tornava a questa sua fede nell'amore. Gli piaceva sentirsi ripetere che "l'amore vince la morte", che nel cristianesimo proprio questo è il fondamento della fede: la morte, infatti, resta per tutti un enigma ed esige di essere vinta. Ma da chi? Dall'amore.

 

E nel ricordare Lucio vorrei aggiungere anche una parola sulla sua fede: mi raccontava che da ragazzo aveva avuto come confessore padre Pio e che più tardi, grazie ai domenicani di Bologna aveva potuto accompagnare la sua vita con la fede. Non rinnegava neppure alcune "devozioni", perché la sua era una fede semplice e umile, come quella di un bambino, ma una fede salda, carica di speranza. Nella mia amicizia con lui, ultimamente c'era anche la presenza cara di Marco Alemanno, l'amico sempre accanto che con la sua "arte" permetteva a Lucio di sperare contro ogni solitudine: "Buonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia!". Buonanotte, Lucio, dormi, riposa nell'Amore, perché è certo che, come cantavi tu, "se Dio esiste voi, voi vi ritroverete là, là. Amore". Sì, Lucio, ci ritroveremo là, nell'Amore. 

 

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Preghiera dei fedeli

Dio di gloria tu vuoi che tutti gli uomini siano salvati:
dona il tuo Regno eterno a Lucio
perché egli ha messo in te la sua fiducia.

R. Ascoltaci, Signore.

Dio di compassione, tu perdoni tutte le nostre colpe:
mostrati pieno di misericordia verso Lucio
perché egli ha invocato il tuo perdono. R.


Dio di comunione, tu vuoi che ci amiamo gli uni gli altri:
il tuo amore che vince la morte
faccia partecipare Lucio alla vita eterna. R.

Dio della bellezza,
tu non disprezzi nessuna delle tue creature:
aiutaci a sentirti presente nelle opere dell’uomo
nell’arte, nel canto, nella musica e nella poesia. R.

Dio della pace, tu sei la nostra vita:
insegnaci a sperare nella trasfigurazione della creazione,
in un cielo nuovo, in una terra nuova
dove Lucio è già giunto. R.

 

 

ENZO BIANCHI

 

Pubblicato su: La Repubblica

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