Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

L’unità visibile dei cristiani si può ritrovare oltre i conflitti che attraversano le Chiese

30/03/2023 00:00

ENZO BIANCHI

Conferenze 2023,

L’unità visibile dei cristiani si può ritrovare oltre i conflitti che attraversano le Chiese

ENZO BIANCHI

La Stampa - Tuttolibri - 04 Marzo 2023

 

di Enzo Bianchi

Il conflitto ucraino è stato definito “la guerra tra le Chiese”, Chiese che ancora una volta si sono arrese davanti alla tentazione del nazionalismo, e quando religione e nazionalismo si intrecciano allora la miscela è esplosiva.  Ed ecco, nell’Europa del XXI secolo le Chiese sostengono le azioni militari dei loro rispettivi governi e sono protagoniste di una guerra fratricida, fino a giustificare il conflitto e sacralizzare la guerra. La situazione drammatica che si è venuta a creare ha tragiche conseguenze non solo tra tutte le Chiese ortodosse ma investe anche le Chiese d’Occidente. Il già difficile cammino ecumenico tra le Chiese, che da almeno due decenni si trovava in una situazione di sostanziale stallo, ora vive una vera e propria regressione che produce maggiore diffidenza tra le Chiese. 

 

Ma è proprio di fronte alla barbarie della guerra che il desiderio di unità della Chiese deve trovare una nuova linfa vitale. La fraternità tra le Chiese è l’antidoto più autentico e credibile a una guerra tra cristiani, al conflitto tra le Chiese. Una guida per vivere l’ecumenismo nel XXI secolo è l’ultima opera di Riccardo Burigana Alla scoperta dell’unità. Il dialogo ecumenico nel XXI secolo, Pazzini Editore. L’intento dell’autore – docente di ecumenismo presso la Facoltà Teologia dell’Italia Centrale a Firenze, direttore del Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia – è quello far conoscere il reale stato dell’ecumenismo, per uscire definitivamente dall’equivoco spesso presente, secondo il quale la ricerca quotidiana dell’unità sia qualcosa di periferico, di emergenziale e secondario nella vita delle Chiese.

 

Con la conoscenza e la competenza che gli sono riconosciute, Burigana presenta lo stato attuale del dialogo ecumenico non però attraverso una semplice ricostruzione cronologica ma alla luce di quanto vissuto, detto scritto e fatto dall’inizio del XX secolo ad oggi, con l’intento di mostrare la vivacità del cammino ecumenico contemporaneo. Nelle intenzioni dell’autore questo libro non si presenta come un manuale di teologia ecumenica ma come “uno strumento, possibilmente agile, per inoltrarsi nel giardino dell’ecumenismo, dove i mille colori, anche solo delle foglie, devono essere conosciuti per non perdere di vista la dinamicità e la globalità del cammino ecumenico del XXI secolo”. 

 

Burigana accompagna il lettore alla scoperta dell’unità attraverso dieci capitoli che si aprono con la presentazione delle Figure di uomini e donne che hanno fatto nascere, e poi radicato e sviluppato il cammino ecumenico. Sono stati pionieri capaci di andare oltre le frontiere confessionali,  costruttori di dialogo tra i cristiani, martiri che hanno pagato con la loro vita la fedeltà al Vangelo, santi veri modelli per il dialogo. Segue poi l’introduzione a quattro Eventi che sono stati dei passaggi  importanti e delle svolte decisive del movimento ecumenico. Si tratta della Conferenza Missionaria e Internazionale di Edimburgo (1910), dell’Assemblea costitutiva del Consiglio Ecumenico delle Chiese (1948), del Concilio Vaticano II (1962-1965) e della Preghiera ecumenica per i 500° anniversario dell’inizio della Riforma a Lund (2016). La memoria comune dei cinquecento anni della Riforma ha permesso, secondo Burigana, alle Chiese Cattolica e Luterana, e con esse a tutti i cristiani, di “pensare alle Riforme religiose del XVI secolo, non come qualcosa di divisivo, ama come una fonte ecumenica dalla quale trarre insegnamento per affrontare, insieme, le sfide del XXI secolo”.

 

Lo sguardo d’insieme prosegue con i Luoghi privilegiati dove nel corso del XX secolo dove si è progressivamente costituito e affermato l’ecumenismo. Elencando i luoghi istituzionali e non solo, si disegna una mappa dell’unita della Chiese che, sebbene non esaustiva, consente di intravedere il vasto e multiforme orizzonte all’interno del quale collocare il dialogo ecumenico. Quattro capitoli sono poi dedicati ai documenti, ossia a quei testi che sono il frutto del dialogo, del confronto sui i temi più rilevanti e spesso anche più divisivi tra le diverse confessioni cristiani. Ed ecco la presentazione dei documenti esemplari del dialogo teologico, quelli ufficiali delle Chiese, quelli dei diversi organismi ecumenici e, in fine, i documenti dell’ecumenismo in Italia. Un capitolo è interamente dedicato a rapporto tra cristiani ed ebrei nato e cresciuto in stretta relazione con il cammino ecumenico, a dire il rapporto originario e unico del cristianesimo con  l’ebraismo.

 

Il valore e il grande interesse della riflessione di Riccardo Burigana stanno anche nella capacità di far emergere quanto il confronto tra le culture abbia un ruolo spesso trascurato all’interno della ricerca di unità tra le Chiese. Nel dialogo ecumenico è infatti fondamentale, accanto alla teologia, tenere conto anche della cultura, riconoscendo che spesso i cristiani provenienti dall’Europa orientale o dal Medio Oriente vivono situazioni di non contemporaneità con le Chiese d’Occidente. È l’esito di una storia spesso drammatica, di una evoluzione della società e del pensiero che ha avuto svolte e tempi diversi dall’Occidente. Oggi, forse più di ieri, ci si rende conto che la cultura può essere un mezzo di comunione o di divisione nell’ecumenismo in un modo che non si era mai supposto prima. La divisione tra le Chiese implicate nella guerra in Ucraina ha confermato che il confronto critico con la modernità, che la Chiesa in Occidente sperimenta dall’Illuminismo, spesso è letto dai cristiani ortodossi come un cedimento alla secolarizzazione. Questo determina visioni diverse e a volte contrapposte specie in ambito etico, ma anche nel rapporto con la sfera politica, così come nello studio della Bibbia e della storia della Chiesa. A volte, quelle che i cattolici possono percepire come resistenze o chiusure da parte dell’ortodossia sono semplicemente il riflesso di una diversa posizione culturale.   

 

Il saggio di Burigana mostra, se ancora fosse necessario, che l’ecumenismo è possibile ma è complesso, di una complessità molto maggiore di quella che si poteva immaginare all’indomani del Vaticano II. Occorre operare, per così dire, una purificazione della cultura. Se non se ne prende coscienza si può alimentare l’illusione che nel mondo globalizzato non ci siano più differenze culturali. Al contrario, nel mondo globalizzato queste differenze culturali sono molto più forti e creano molte più conflittualità di quanto non avveniva in passato, in un regime di separazione e di lontananza tra le diverse sfere culturali. È questa la nuova sfida di cui il cammino ecumenico del XXI secolo deve tenere conto. Burigana mostra magistralmente che la “piena unità”, o la “perfetta comunione” sono realtà escatologiche, ma l’unità visibile può essere ritrovata come nei primi secoli: un’unità plurale, che contiene la ricchezza della differenza e sa trascendere i conflitti che avvengono nel cammino storico delle Chiese.

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