Il Blog di Enzo Bianchi

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​Fondatore della comunità di Bose

Lo Spirito non chiede cortesie ecumeniche ma solo l’unità dei Cristiani

18/02/2022 23:00

ENZO BIANCHI

Quotidiani 2022,

Lo Spirito non chiede cortesie ecumeniche ma solo l’unità dei Cristiani

La Stampa

La Stampa - Tuttolibri - 19/02/2022

 

di Enzo Bianchi

La divisione attraversa la nostra esperienza quotidiana: polemiche, tensioni, conflitti, guerre. È sotto gli occhi di tutti. L’unità non si vede. Sembra stare nell’orizzonte dell’utopia, nel kantiano regno dei fini, nel mondo delle idee. L’unità dei cristiani non sfugge a questo paradosso: l’evidenza che dovrebbe narrare la fede nell’unico Signore, l’essere uno di coloro che credono in lui (“Che tutti siano una cosa sola” Gv 17,21), sembra piegarsi alla logica del mondo e svelare il potere invincibile dello scisma, della separazione, dell’essere senza l’altro. L’unità dei cristiani sembra restare un desiderio.

 

Di questo paradossale desiderio, che nonostante tutto si iscrive nella storia degli uomini e delle donne e cambia il corso degli eventi, che nella modernità avanzata produce conseguenze verificabili, documentabili, e perciò oggetto di conoscenza storica, viene ora tracciata una storia. Esce per i tipi del Mulino (contemporaneamente all’edizione internazionale)  il primo volume di una monumentale quanto innovativa storia del movimento ecumenico, che corona un progetto di ricerca iniziato nel 2007 dalla Fondazione per le scienze religiose di Bologna sotto la direzione di Alberto Melloni, con l’ottima curatela di Luca Ferracci. Un’opera ambiziosa, che si distingue per l’accuratezza editoriale e la vastità degli apporti di centoventotto tra i più qualificati specialisti di tutto il mondo: storici, ma anche teologi ed ecumenisti. 

 

Il primo volume, Aurora ecumenica, segue il farsi movimento del desiderio di unità cristiana, non a caso intrecciato con i grandi sommovimenti della storia moderna: le rivoluzioni francese e americana, la prima guerra mondiale. Ma l’opera evita il pericolo dell’eurocentrismo, trattando l’ecumenismo come un fenomeno mondiale. Già il primo volume anticipa una prospettiva che sarà sviluppata nei volumi che seguiranno: il secondo, Cammini di comunione, con al centro la costituzione del consiglio ecumenico delle chiese e la “primavera ecumenica” del Concilio Vaticano II, e Dialoghi ed esperienze (in due tomi), dove il fenomeno ecumenico si mostra forse come il nuovo volto della globalizzazione nel cristianesimo. Il peso degli aspetti culturali, politici, storici nella stessa formazione delle argomentazioni teologiche è messo in debita luce, senza soccombere all’illusione di assimilare i problemi tra le chiese a quelli della diplomazia tra stati.

 

Yves Congar, il grande pioniere dell’ecumenismo cattolico, scorgeva nel desiderio dell’unità dei cristiani la grazia che i tempi apostolici non conoscevano. Non è forse un caso che Alberto Melloni giunga a questa storia del movimento ecumenico dopo la lunga stagione di ricerca sulla Storia del Concilio Vaticano II di Giuseppe Alberigo, di cui è stato stretto collaboratore. È il Concilio a ricordare che “lo Spirito suscita in tutti i discepoli di Cristo il desiderio e l’agire (desiderium actionemque) affinché tutti, nel modo stabilito da Cristo, si uniscano nella pace in un unico gregge sotto un unico Pastore” (Lumen Gentium 15).

 

Espressiva del rapporto tra il rinnovamento conciliare e l’ecumenismo è la voce Movimenti liturgici e sensibilità ecumenica nel cattolicesimo e nell’ortodossia di Benedikt Kranemann e Adalberto Mainardi, che mostra come la liturgia sia stata uno degli ambiti maggiori dell’aurora ecumenica. Il movimento liturgico cattolico e il risveglio liturgico ortodosso hanno dato vita ad alcune esperienze eloquenti che per Adalberto Mainardi, tra i maggiori specialisti di spiritualità russa, “si collocano nel punto di intersezione tra rinnovamento liturgico, riscoperta dell’Oriente cristiano e risveglio di una consapevolezza ecumenica”.

 

Il desiderio dell’unità dei cristiani è opera dello Spirito santo, che muove i cuori e suscita l’azione. L’unità dei cristiani è un desiderio che si iscrive nei fatti della storia umana e innesta una dinamica che la trascende. Certo lo stesso Melloni, nell’ampio e illuminante saggio introduttivo Premesse a una storia  del desiderio cristiano di unità delle Chiese, avverte che oggi “si è eroso lo scandalo della divisione, ma non la divisione: generando una pragmatica della cortesia ecumenica che non è l’unità, ma sembra piuttosto il cristallo che separa le chiese da essa”.

 

C’è ancora un futuro per l’ecumenismo? Risponde forse uno dei più grandi teologi ortodossi viventi, il metropolita John Zizioulas, nel suo saggio di apertura: “La chiesa non attinge il suo essere e la sua ispirazione soltanto dalle realtà culturali del passato, ma dalla fine della storia, dal suo rapporto con il regno di Dio annunciato nel vangelo”. L’unità dei cristiani nella storia apre le porte del mondo futuro.

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